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Non toccatemi la tristezza

Autore: Rita Bellati - Data: Gennaio 30, 2017

Il 3 gennaio ho letto un post di Leonie Dawson che mi ha colpito tantissimo. Sostanzialmente diceva che dopo aver costruito un’impresa da 5 milioni di dollari ha capito che il ruolo da CEO non era quello che voleva occupare, quindi quest’anno opererà alcuni cambiamenti molto drastici che snelliranno il suo business (anche a discapito del fatturato, che però.. parliamone ;-)). Ha deciso di farlo per due ragioni principali: la forma che ha assunto il suo business non le assomiglia più, fisicamente – e credo psicologicamente – ha avuto periodi critici e, infine, la sua famiglia sta risentendo di tutta la situazione.

Quel testo mi ha toccato profondamente, avevo da poco letto di come era riuscita a creare un’impresa milionaria, ne avevo parlato con mio marito dicendo “cavolo Calda ti rendi conto?? Dobbiamo farlo anche noi!” e poi se ne esce dicendo “fermi tutti, belli i soldi, servono e aiutano, ma io voglio anche qualcosa che non vedo più nella mia vita e questo mi rende triste”. Ci sono rimasta di sasso.

Cara Leonie, veramente stai scrivendo in una newsletter che conta 75mila iscritti che tu non vuoi andare avanti e raddoppiare magari il fatturato perché sei triste? Ma sei seria?

Ecco, il punto che mi ha scossa è proprio questo: il coraggio di scoprirsi tristi.

Il 3 gennaio (stesso giorno, guarda “caso”) ho passato una giornata un po’ lacrimosa, avevo discusso con un’amica che mi aveva ferito e la cosa aveva risvegliato in me un bisogno che da tempo avevo messo a tacere, un bisogno che riemerge tutte le volte che penso alle mie amiche più care e che in qualche modo, terminato il tempo passato con loro, riesco sempre a sminuire, spesso lo impacchetto (con i miei bei pacchetti, sia chiaro) e lo lascio da parte; spesso lo chiamo stanchezza, spesso lo risolvo dicendo “ma io ho il Calda, i figli, un  lavoro così bello, incontro un sacco di gente, ricevo tantissimo da loro, sto diventando grande, mi sto scoprendo…” Poi arriva uno schiaffo e il mio bel pacchetto si strappa perché è troppo piccolo per quello che contiene (e qui non c’è customer care che tenga!).

Così, ho deciso di andare a fondo, di non mettere una benda, ma di guardare bene quella ferita e capire cosa realmente l’avesse provocata. A 34 anni l’amica che ti tratta male al massimo ti fa incavolare, non ti fa piangere;

Invece io piangevo.

É venuto spontaneo scrivere all’amica più cara che ho e così ho capito: non c’è lavoro figo che tenga, non c’è fatturato che tenga e io posso raccontarmela come voglio, ma in tutta sincerità non posso fare a meno di una compagnia concreta e quotidiana, di volti amici che non siano un assaggio sporadico di Paradiso, ma che siano costantemente appiglio, ancora, conforto, spinta e sfida, che mi ricordino che sono più di quello che faccio, che mi abbraccino quando sbaglio, che mi dicano con affettuosa schiettezza che la vita, pur faticosa, drammatica, è più grande di quel pezzetto che sto costruendo con tutto il mio impegno, passione e buona volontà.

Lo scrivo per non trovare scuse: “mettere a fuoco”, potrebbe trasformarsi in un paio di paraocchi se non ascolto quella tristezza, quel bisogno.

Ancora una volta la tristezza mi è amica, mi ha ferito, mi ha restituito il mio bisogno di felicità e mi ha rimesso in ginocchio a chiedere che quella compagnia che mi viene regalata in momenti “straordinari” diventi sempre più “ordinaria”, quotidiana.

Non toccatemi la tristezza: mi serve per essere felice.

MyselfieCottage_Tristezza

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Categoria: Il mio Diario

Nelle puntate precedenti… Non pubblico qui dal 2 Nelle puntate precedenti…
Non pubblico qui dal 22 aprile. 4 mesi di vita che non ha visto interruzioni, pause o eventi che hanno fatto da spartiacque.
Semplicemente un giorno ho iniziato a rimandare le pubblicazioni e nel giro di qualche settimana ho semplicemente smesso di pensarci.
il lavoro è arrivato copioso senza che questo social facesse da canale e questo certamente a fatto sì che io gironzolassi da queste parti solo per qualche sprazzo di tempo (che molto spesso è stato letteralmente sprecato).
Ho la galleria piena di ricordi e stavo pensando che forse è il momento di tornare agli album fotografici…
Questo per dire che al momento va così e che il carosello ha dentro un centesimo della vita trascorsa in questi mesi. 💫

Gran Canaria, ampia, sorprendente e bellissima.

Il lavoro di questi mesi fatto di formazioni progettate sul pavimento.

Dia de Canarias

Prima festa di compleanno in casa nuova e che sollievo poterlo fare

Alfombras in the making (Las alfombras sono grandi tappeti di sale che si fanno sulle strade della città per la processione del Corpus Christi)

Roma → Tolentino → Milano. Da sola, con un’auto a noleggio. Here we go 🚗

Arena Unlocked live workshop. Il culmine di un lavoro durato mesi tra progettazione, oggetti spediti, piattaforme, esercizi, incontri online… e non è ancora finito (Arena-costumi non 🐓)

Una tappa irrinunciabile

Non può mancare quando rientro in Italia (Una delle cose di cui sento di più la mancanza da quando vivo a Tenerife)

Dopo le Marche, Montalcino e un’azienda vinicola che ha fatto la storia del Brunello. 2 giorni di lavoro condiviso con il desiderio di lavorare meglio insieme.

Maggiorenni ❤️

A volte succede ancora

Cantabria meravigliosa (le nostre vacanze con @bocatasmadrid)

I panini al mattino per più di 100persone

La vita quotidiana condivisa è bellissima

Eclissi

Ultima gita di fine vacanze (con compleanno incluso). Tenerife non smetti mai di stupirci.

LE ULTIME COSE CHE HO SCRITTO

  • E vissero felici e contenti
  • Ho deciso: chiudo il Blog
  • Il tuo pubblico (forse) esiste già
  • Non è questione di tempo
  • Riflessioni dopo un anno di “corsa”

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